La disciplina sulla propaganda elettorale è chiara:

a partire dal 30esimo giorno prima delle elezioni sono vietate tutte le affissioni fuori dagli appositi spazi a ciò destinati dal Comune. Com’è noto, costituiscono affissioni di propaganda elettorale i manifesti, gli avvisi, le fotografie, di qualunque materia costituiti, che siano intesi direttamente o indirettamente ad influire sulla scelta degli elettori. Certo, il Ministero dell’Interno ha precisato – riferendosi la legge n. 216/1956 alla disciplina delle affissioni su immobili (beni e manufatti stabilmente infissi al suolo) – che è consentita l’affissione di stampati su mezzi mobili, quali automezzi, pullman, roulotte, carrelli, ecc., i quali, però, non possono essere lasciati in sosta nelle vie o piazze o altro luogo pubblico o aperto al pubblico; i mezzi in questione debbono essere, quindi, in movimento (cosiddetta propaganda itinerante).

Questa concessione è fatta soprattutto per i mezzi di proprietà dei partiti politici o usati per organizzare comizi e incontri.

Premesso ciò trovo alquanto scorretto e ai limiti, se non fuori, dalla legge il fatto che a meno di una settimana dal voto girino per Cernusco i pullman di linea, gestiti da un ente privato, la LINE, assolvendo ad un pubblico servizio, coperti con lo striscione elettorale di un concorrente alla presidenza della Regione Lombardia. Questa la foto scattata stamattina:

La correttezza è la prima cosa da valutare in un candidato. Forse qualcuno potrebbe pensare che la LINE, che di servizi in Lombardia ne gestisce molti, possa anche parteggiare per la vittoria di questo piuttosto che di un altro candidato…

Aggiornamento del 22 febbraio

La mia segnalazione è stata ripresa da Cernusco in Folio, che ha verificato che la pubblicità è stata rimossa dagli autobus. Meglio tardi che mai…

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