Questo dovrebbero scrivere su ogni Slot Machine che si trova in un bar, in un locale, in una sala giochi. Perché è vero.

Il gioco, se è con i soldi, se è d’azzardo, uccide la socialità perchè per ogni persona che si gioca cinque euro una volta all’anno ve n’è un’altra che ci lascia stipendio, pensione e casa. Troppe sono le persone che ho incontrato per lavoro e non che dietro alle macchinette si sono rovinate una vita, hanno distrutto la propria famiglia e ora, pentite, forse vorrebbero cambiare ma la scimmia del gioco non le molla.

A gennaio ero in un tabaccaio di Cernusco, un negozio dedicato agli articoli da fumo con pipe e sigari in esposizione. Vi ero entrato per pagare il canone RAI, prima di me una decina di persone. Tutte, ma proprio tutte, per giocare al Lotto. Il tabaccaio, che forse avrà aperto quel negozio per condividere la sua passione, sconsolato dietro al bancone che passa schedine da 5, 10, 25 euro alla volta. E a giocare sono pensionati e disoccupati.

Alimentare l’illusione della vincita equivale ad indurre alla propria distruzione. Almeno lo stato investisse parte dei suoi lauti ricavi in servizi per contrastare la ludopatia, ma neanche questo. E allora ben venga l’iniziativa di diversi sindaci, tra cui quello di Cernusco, che chiedono il bando o una stretta regolamentazione delle macchinette, almeno per allontanare la tentazione e proteggere chi è più fragile e da solo non riesce a farlo.

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Guardavo i risultati elettorali a Sabaudia dove il PD non si è presentato alle elezioni e al ballottaggio ha vinto il candidato di Fratelli d’Italia contro quello del PDL, e mi è tornato in mente  lo zio Peppino, altrimenti conosciuto come il partigiano Giuseppe Comi, che andava in giro per la città del Lazio con la suoneria del cellulare che mi aveva fatto comporre con i toni, siamo nei primi anni 2000, che intonava Bandiera Rossa.
Quando gli mi ha chiesto come faceva a farla partire senza una chiamata in ingresso e io l’ho guardato interrogativo, mi ha detto, “C’è il macellaio che è un fascista, devo fargli ascoltare Bandiera Rossa ogni volta che mi vende la carne”.
Hasta siempre, zio!

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Vi ricordate lo scandalo delle assunzioni nell’azienda pubblica dei trasporti romana?

Fu denominata parentopoli perchè dopo l’elezione di Gianni Alemanno in Campidoglio l’azienda ha imbarcato più di 850 persone, tutte per chiamata diretta e legate da rapporti familiari o politici ad esponenti del centrodestra locale, dirigenti aziendali e sindacalisti.

Vi ricordate lo scandalo dell’altra società controllata dal comune di Roma, l’AMA? Dove, partire dal 2008, sono stati assunti, tra gli altri, il genero dell’ad Franco Panzironi, braccio operativo della Fondazione alemanniana Nuova Italia; la figlia del caposcorta del sindaco, Giorgio Marinelli, il quale aveva già provveduto a piazzare il primogenito in Atac; la compagna dell’ex capogruppo pdl in Campidoglio, ora traslocato a La Destra, Dario Rossin; oltre alla solita pletora di mogli, cognati e cugini di vari pidiellini di secondo piano, ma assai utili in campagna elettorale.

Pure la Sora Cesira ci aveva dedicato una canzone…

 

Ora, non mi sembra una grande idea questo manifesto pensato per il ballottaggio delle elezioni di Roma, dove il candidto del PD Marino è presentato contro la famiglia… di Alemanno.

marino è contro la vita e la famiglia di alemanno

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well

Nel post odierno dove attacca un po’ tutti quelli che criticano il Movimento 5 stelle, da Rodotà a Civati, affonda contro Bersani e scrive:

Belìn, questo ha perso più battaglie del general Cadorna a Caporetto e ci viene venduto da Floris come Wellington a Trafalgar.

Passi per la critica politica, ma almeno la storia…

A Trafalgar si è combattuta tra inglesi e franco-spagnoli, grande sconfitta per le truppe napoleoniche. Ecco, a capo della flotta di sua Maestà, però non c’era Wellington ma il vice-ammiraglio Horatio Nelson. Bisogna anche raccontare che Nelson fu ferito a morte da un colpo di moschetto che gli perforò un polmone: restò in vita abbastanza da sapere della vittoria dell’Inghilterra. Che poi a guardar bene vuol dire uno che vince la battaglia, ma non la guerra, e che muore nello scontro, la perfetta parabola di Bersani…

Forse il comico si è confuso con Sir Arthur Wellesley, I duca di Wellington che dopo il ritorno di Napoleone Bonaparte dall’isola d’Elba, assunse il comando delle forze anglo-alleate schierate in Belgio e vinse, insieme all’esercito prussiano del feldmaresciallo Gebhard von Blücher, la battaglia di Waterloo che determinò la sconfitta definitiva dell’imperatore francese.

Ad essere proprio precisi anche il riferimento a Cadorna è sbagliato, infatti a Caporetto perse una sola volta, una sola battaglia, la dodicesima dell’Isonzo.

Un ripasso sulle vicende storiche, se proprio le si vuole citare, non sarebbe sgradito.

Aggiornamento: dopo la segnalazione la manina del blog ha corretto il riferimento, senza naturalmente aver cura di segnalare l’errore, come trasparenza vorrebbe

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Le prima pagine dei quotidiani di oggi dicono molto su come si interpreta il lavoro dei predi di frontiera.
Alcuni giornali hanno dedicato la parte più importante della prima pagina al saluto a don Gallo

secolo_xix18

manifesto16 fatto10

 

Altri hanno un rimando in prima pagina della notizia:

Repubblica repubblica22

L’unità

unità16La stampa

stampa20E anche testate locali come il Messaggero di Roma, il Mattino di Napoli, la Nuova Sardegna ecc..

messaggero19mattino22lanuovasardegna_sassari18

Ma come lo riporta il quotidiano dei Vescovi Italiani, L’Avvenire. La notizia della scomparsa di un prete conosciuto e stimato da tanta gente trova spazio nella prima pagina del giornale? Eccola:

avvenire19La notizia non c’è, anche se di box e boxxettini ce ne sono molti. Cerco allora sul sito del giornale ed ecco la loro home page, per aiutarvi nel trovare la notizia ho messo una freccia…:

avvenireDirei che il messaggio è chiaro…

AFOL è la sigla che identifica le Agenzia di Formazione Orientamento Lavoro delle provincie di Milano e di Monza. Hanno il compito di gestire i centri per l’impiego e i pacchetti formativi professionali. A Milano che ne sono 5 e una in Provincia di Monza e della Brianza, interamente partecipata dalla provincia stessa.

E’ chiaro che seppur legate a filo doppio alle istituzioni, in nessun modo devono avere un’appartenenza politica, ma qualcuno, tra chi amministra la pagina Facebook dell’agenzia di Monza non sembra essere dello stesso parere, infatti:

afol destraHa aderito al gruppo Facebook “Noi di Destra nel PDL”. Una cosa, quantomeno, da censurare.

Aggiornamento del 6/6/2013:

Afol Monza Brianza ha risposto alla mia segnalazione:

afol

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Qualche giorno fa mio nonno riceve una lettera indirizzata a suo padre, morto nel ’64. Fortunatamente non ha cambiato residenza negli ultimi 49 anni. L’apre. Il mittente è il Comune di Cernusco che avvisa che è scaduta la concessione per il loculo nel cimitero dove il mio bisnonno è sepolto. L’erede deve quindi rivolgersi allo sportello comunale per decidere il da farsi.

Allo sportello l’impiegato indica che ci sono tre possibilità:

  1. trasferire i resti nell’ossario comune;
  2. rinnovare per altri 20 anni la concessione per un migliaio e rotti di euro;
  3. trasferire i resti in un altro loculo per la stessa cifra più 150 euro per le spese di spostamento.

All’apparenza la seconda soluzione sembra la migliore, ma, e c’è un ma, siccome la vecchia concessione scadeva nel 2004 il rinnovo non sarebbe per 20 anni ma per 11. Se invece si fa un cambio di loculo, anche se di uguale misura, si azzera il conteggio e quindi la nuova concessione durerebbe 20 anni.
Oggi sono in vita poche persone che conoscevano il bisnonno, quelle che lo vanno a trovare al cimitero fanno il giro da tanti anni, trasferirlo non avrebbe senso.

Mio nonno, che è persona pratica, si offre di pagare la concessione ventennale più i 150 euro dovuti in caso di cambio di posto, ma chiede di non spostare suo papà. Insomma paga per lo spostamento, ma risparmia al comune i costi dello stesso con il duplica vantaggio di non creare problemi a chi ancora va a trovare il bisnonno e di sistemare la questione per i prossimi vent’anni.

Ma il Comune di Cernusco non accetta, o si sposta, e allora vale per 20 anni, o se rimane lì allora lo stesso pagamento varrà solo per 11 anni.

La domanda è, ma che senso ha spingere verso uno spostamento delle tombe? Credo che si possa fare qualche cambiamento per migliorare la situazione di tutti, casse comunali comprese…

Aggiornamento 27 maggio 2013: ecco la busta, intestata al bisnonno Carlo

busta

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Era il 25 gennaio, prima delle elezioni politiche, prima del boom di Grillo, prima del recupero del PDL, prima di Maroni Governatore lombardo etc.. e così scrivevo:

previsione prodi

Oltre al fatto che ho indovinato due su tre dei nomi che girano ora per il Quirinale, sembra impressionante che il PD non abbia accettato la proposta di sostenere Rodotà e aprire quindi una strada per il governo del cambiamento, con il Movimento 5 Stelle, che tanto ha cercato in questi 50 giorni dalle elezioni.

 

I grandi elettori che da oggi voteranno per il Presidente della Repubblica sono così divisi

- PD*: 203 deputati + 110 senatori + 25 rappresentanti regionali= 438
- PDL**: 107 + 100 + 23= 230
- M5S: 109 + 54 + 0= 163
- Monti e UDC: 47 + 19 + 2= 68
- SEL: 37 + 7 + 1= 45
- Lega Nord: 18 + 17 + 4= 39
- SVP: 5 + 6 + 1= 12
- UVD: 1 + 1 + 1= 3
- Mov Italiani all’estero: 2 + 1= 3
- Pdci: 1
- USEI: 1
più i senatori a vita

* compresi Centro democratico, Patto Civico e Il Megafono
** compresi Fratelli d’Italia e Grande Sud

Ora guardiamo i vari candidati

- Marini raccoglie 2/3 del PD, Monti e PDL= 590 voti pari al 58%
- Rodotà potrebbe raccogliere PD, SEL, M5S, Pdci= 647 voti pari al 64%

I grandi strateghi mi potrebbero spiegare dove sarebbero le grandi intese votando Marini rispetto a Rodotà?

Forse occorre rinfrescare la memoria storica e vedere che i Presidenti della Repubblica sono stati eletti, quasi sempre con maggioranze intorno al 60% come indica la grafica qui sotto:

Per il secondo anno il Comune di Cernusco sul Naviglio ha dato vita alla lodevole iniziativa di destinare un aiuto economico alle famiglie in difficoltà per sostenere la pratica sportiva dei minori. E’ importantissimo riconoscere nello sport una valenza educativa fondamentale per la crescita dei giovani, ed è anche giusto che le barriere economiche non siano un ulteriore ostacolo per chi già fa fatica su altri versanti.

Quest’anno però, anche l’anno scorso, solo che non ci avevo pensato, è stata pubblicata on-line la graduatoria dei minori che hanno diritto al contributo. Il criterio principale è quello dell’ISEE, i primi in graduatoria sono i minori il cui coefficiente economico è più basso. Insomma, scorrendo l’elenco dei beneficiari è facile intuire la situazione economica delle famiglie.

Il dato economico in se non rientra tra i dati sensibili, così come definiti dalla legge, però è stato chiarito che la condizione sociale, le prestazioni sociali ricevute, titoli di studio formazione ed esperienze di lavoro, la solvibilità del debitore, il reddito percepito o il patrimonio posseduto non rientrano nel trattamento severo riservato ai dati sensibili (ma sono comunque tutelati dalla legge sulla privacy). Non vi è quindi, credo una violazione alcuna di legge, però mi pongo alcune questioni:

- il contributo è destinato a minori tra i 6 e 17 anni, comprendendo anche tutta la fascia degli adolescenti. Come si sa è un periodo della crescita dove il riconoscimento dei pari è fondamentali, forse non si ha piacere nel finire tra le liste dei “poveri” di Cernusco, soprattutto se questo sono on-line e quindi consultabili da tutti gli amici.

- esiste, riconosciuto dalla legge, anche se non normato nel dettaglio, il diritto all’oblio. E’ probabile che non esista un’indicazione rispetto ai tempi in cui la graduatoria debba rimanere pubblicata sul sito comunale. La stessa presenza del file permette lo scaricamento e il salvataggio su qualsiasi pc. Chi garantisce che questi dati vengano cancellati da ogni supporto affinché non siano pregiudiziali nel futuro per nessuno di questi ragazzi e bambini?

- infine potrebbe anche essere che qualche famiglia in difficoltà rinunci a chiedere il contributo per non rendere pubblica la propria situazione.

Naturalmente la trasparenza è fondamentale, ma anche l’attenzione ai dati personali, soprattutto se si tratta di minori. Le soluzioni potrebbero essere molte, pubblicare la graduatoria indicando i minori con un codice, pubblicare solo in formato cartaceo l’esito comunicando invece via mail ai singoli interessati e così via…

Spero che gli assessori facciano un pensiero in proposito perchè questa bella iniziativa privata anche di questa piccola ombra o pericolo di stigma.

Qualche settimana fa sono stato intervistato da Radio Uno rispetto alla situazione ad Haiti. Prima di me, nella trasmissione (registrata, quindi non sapevo cosa avrebbero detto) molti interventi sono stati nell’ottica di evidenziare l’importanza dell’intervento internazionale, cosa fanno le ONG italiane, cosa fanno le Nazioni Unite etc…

Ecco, quello che ho detto io è che forse Haiti starebbe meglio se si accettasse di dare spazio alle forze e alle idee locali, senza sotterrarle sotto alla burocrozia europea o alla voglia di protagonismo dei nostri enti benefici. Bisogna iniziare ad ascoltare gli haitiani e a prendere in considerazione le loro richieste. Sono 200 anni che si amministrano da soli, contro tutti gli altri stati americani e nonostante loro, sanno come muoversi, non dobbiamo essere noi, da fuori, con i nostri studi e la nostra visione, a dire loro come dovrebbero vivere. Un po’ di umiltà da parte degli operatori umanitari aiuterebbe…

Per approfondire, naturalmente, il libro Haiti: l’isola che non c’era.

Su Facebook sta girando, e anche tanto, visto che adesso siamo ad oltre 12.000 condivisioni, una foto che ritrae 4 bambini morti con la seguente didascalia:

Bambini trovati morti senza organi in honduras che vergogna fate girare questa notizia sperando che qualcuno intervenga al più presto. Vi prego di fermare questa carneficina . Nessun telegiornale comunica queste notizie, perché gli organo prelevati vanno alle persone che contano vergognatevi

L’immagine è molto forte e non la pubblico qui, ma chi volesse vederla il link è questo (ma c’è anche qui e qui).

Da una rapida ricerca emerge che:

- la foto non corrisponde all’Honduras, ma a Gaza, i bambini non sono morti per l’espianto degli organi ma a causa di un bombardamento isreaeliano, risale al novembre 2012. La foto è registrata come Reuters. La verifica è stata possibile grazie alla funzione di Google Images che permette di crcare le foto partendo da una foto.
- sui giornali dell’Honduras non vi è notizia di alcun rapimento di bambini finalizzato all’espianto di organi. Vi sono casi denunciati, invece, in Cina, India, Pakistan, Brasile e Filippine. Complessivamente le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano di circa 10.000 interventi chirurgici all’anno svolti dopo una compravendita illegale di organi. Molti di questi però sono venduti e non sottratti contro la volontà dell’individuo.
- sulla stampa hondureña, però, si trova traccia di un caso, nella città di Tocoa dove la polizia è dovuta intervenire ufficialmente per smentire le voci secondo le quali dei bambini fossero stati ritrovati morti e senza organi. Fatto sta, però che molti sono i minori che spariscono in Honduras, vengono però utilizzati come lavoratori coatti o dai narcos, come oggetti sessuali o per adozioni internazionali illegali. Si tratta per lo più di orfani o di profughi di rientro dal Messico. Un’altra categoria, per lo più tra i 10 e i 18 anni, corrisponde ai minori che tentano di emigrare negli USA, anche senza nessuna famiglia.

In sostanza la foto e la denuncia collegata sono una bufala, non esiste alcun collegamento tra di loro e nessun allarme rapimento/espianto organi. La foto non va diffusa. Andrebbero invece diffuse le notizie vere, su Gaza, sul lavoro minorile, sullo sfruttamente sessuale o sulle condizioni socio-economiche che portano a cercare, a volte a costo della propria vita, di emigrare altrove.

Aggiornamento: dopo aver raggiunto le 16.000 condivisioni i due responsabili della pubblicazione dell’immagine hanno deciso di rimuoverla dopo un giorno e dopo che questo link è stato pubblicato oltre 300 volte su Facebook.

Aggiornamento: ho trovato un’altra foto pubblicata su Facebook, è alla soglia delle 50.000 condivisioni.

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Misurazioni delle radiazioni sui bambini giapponesi dopo l’incidente di Fukushima

Quali sono stati i danni per la salute delle persone coinvolte nell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima?

Alcuni studi dell’università di Tokyo su cittadini giapponesi sono noti:

- tra la popolazione over 75 evacuata dalla zona il tasso di mortalità nell’anno successivo all’incidente è stato triplo rispetto alla norma;
- i pesci individuato nei pressi della centrale hanno fino a 5.000 volte il livello di radiazioni consentito dal governo. Quelli monitorati a 20 chilometri di distanza arrivano ad oltre 250 volte il limite;
- più del 40 per cento dei bambini residenti nelle vicinanze di Fukushima ha anomalie della tiroide.

Il dato nuovo però è quello di uno studio pubblicato su Scientific Research e che prende in considerazione la popolazione statunitense che vive nelle Haway e sulla costa est del continente americano. Ecco una parte dell’abstract:

The number of congenital hypothyroid cases in these five states from March 17-December 31, 2011 was 16% greater than for the same period in 2010, compared to a 3% decline in 36 other US States (p < 0.03). The greatest divergence in these two groups (+28%) occurred in the period March 17-June 30 (p < 0.04). Further analysis, in the US and in other nations, is needed to better understand any association between iodine exposure from Fukushima-Dai-ichi and congenital hypothyroidism risk.

I bambini nati in Alaska, California, Hawaii, Oregon, Washington, tra una settimana e 16 settimane dopo l’incidente, hanno registrato il ??28 per cento in più di probabilità di soffrire di ipotiroidismo congenito rispetto a quelli che che erano bambini nati in quegli stati nello stesso periodo dell’anno precedente. Nel resto degli Stati Uniti in quel periodo, dove la ricaduta radioattiva è stata meno grave, i casi sono stati in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente.

Ora, se questo è successo a migliaia di chilometri di distanza, quali altre conseguenze non ancora note o registrate vi sono state in Giappone? e nei paesi limitrofi? e qualcosa non è giunto anche in Europa?

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La notizia è passata un po’ più in silenzio del solito ma anche quest’anno a febbraio Milano ha già esaurito i 35 giorni di sforamento dei limiti comunitari per quanto rigurda i livelli delle polvere sottili nell’aria. La data precisa non c’è a causa di un blackout delle centraline, ma è individuabile tra il 23 e il 24 febbraio.

Il risultato è sempre pessimo, ma migliore di quello degli anni precendenti infatti nel 2012 il “bonus” si era esaurito il 15 febbraio, nel 2011 era l’8, nel 2010 per il 16 e, andando indietro ancora, nel 2009 il 22 febbraio e nel 2008 il 2o.

È stato da poco pubblicato il Rapporto sulla qualità dell’aria dell’Agenzia europea per l’ambiente: mentre dieci anni fa le zone più inquinate del continente erano la Lombardia e il bacino della Ruhr in Germania, oggi tutti gli indicatori negativi dell’area tedesca sono diminuiti, mentre quelli lombardi continuano ad essere quasi uguali a quelli del passato. Significa che le politiche di contrasto allo smog messe in campo fino a oggi non sono state sufficienti per assicurare agli abitanti della Lombardia una qualità dell’aria accettabile. Il risultato positivo, di poco, di quest’anno deve spingere a fare molto molto di più!

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Oggi Grillo è andato da Napolitano e così scrive sul blog:

Questa mattina mi sono recato al Quirinale con i capigruppo alla Camera e al Senato, Roberta Lombardi e Vito Crimi, per incontrare il presidente della Repubblica e riferire la posizione del MoVimento 5 Stelle.

Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni. Per questo chiede ufficialmente un incarico di governo per realizzare il suo programma.

Tutto bene, tranne il fatto che il Movimento 5 Stelle non è il partito che ha preso più voti alla Camera, fortuna che qualcuno ha già provveduto a mettere un memo là dove Grillpo sicuramente potrà leggerlo…

Per gentile concessione di Messaggi lasciati sui rotoli di carta igienica

Succede che anche se sei nato in Italia, anche se risiedi a Roma da una vita, il Comune di Roma di escluda dalla possibilità di accedere alle graduatorie per le case popolari. E succede che tu venga escluso dopo che il bando sia uscito, con una postilla aggiunta ad hoc.

Così scrive il Guardian (tradotto da Internazionale):

Nel bando per l’assegnazione delle case popolari pubblicato a dicembre, le famiglie che risiedono nei campi avevano diritto a presentare domanda. Si dava infatti priorità “alle famiglie che si trovano nelle situazioni di maggior vulnerabilità, ovvero di grave disagio abitativo”.

Qualche settimana dopo, il bando è stato modificato con un’esclusione specifica per le quattromila persone dei campi nomadi, dal momento che “i richiedenti devono risultare ospitati in ricoveri temporanei, ossia strutture dedicate all’accoglienza di persone senzatetto, senza casa o senza fissa dimora”, mentre i campi sono strutture permanenti. La precisazione è stata pubblicata il 18 gennaio e condivisa in una nota stampa dall’assessore alle politiche del patrimonio e della casa di Roma, Lucia Funari. Con queste regole, a chiunque viva in un “campo” è negata una sistemazione permanente.

Le associazioni, tra cui 21 luglio, si sono mobilitate e nonostante il pare contrario del vicesindaco il Dipartimento Casa ha accolto le osservazioni sette campi rom attrezzati come luoghi ammissibili per presentare domanda (anche se la questione non sembra chiusa del tutto).

In Italia esiste la favola che rom e sinti non vogliano vivere in case di mattoni e che preferiscano i campi nomadi e le roulotte, ecco, non è proprio così, anzi..

La stragrande maggioranza dei rom e dei sinti attualmente non conducono una vita nomade e coloro che lo fanno, lo fanno per necessità ovvero non hanno un luogo fisso in cui sostare. Anche alcuni sinti che hanno abbandonato il mestiere della giostra negli ultimi anni hanno scelto la soluzione dell’appartamento. Sono i comuni e le autorità che puntano a mantenere la struttura del “campo nomadi” per avere un maggior controllo della situazione.

 

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18 febbraio 2013, via Facebook rispondendo ad un post di un amico sul nome del prossimo Papa

papa1

11 marzo 2013, twit su uno dei papabili che secondo me non considerava nessuno

papa2

13 marzo 2013, dopo la fumata bianca, in attesa di conoscere l’esito del conclave

papa3

13 marzo 2013…

papa4

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Premetto che la seguente riflessione prescinde dal fatto che i Marò siano innocenti o colpevoli, che l’uccione dei due marinai indiani sia avvenuta in acque terriotoriali o internazionali, che vi siano prove certe o inganni iniziali nella vicenda. Quello di cui vorrei provare a ragionare è lo stato di diritto che permette o meno ad uno Stato sovrano di promuovere l’evasione di stato verificatasi nel momento in cui l’Italia ha preso accordi con l’India per il rientro temporaneao dei due fucilieri in patria per poi decidere di non restituirli al controllo delle autorità asiatiche.

Lo Stato democratico modermo pone le sue fondamenta sulle riflessioni che si sono sviluppate nel ’600 in Inghilterra, e, in particolare sul concetto di contratto sociale. John Locke, nell’analisi delle origini della società, distingue un primo momento di aggregazione naturale da una successiva sistemazione artificiale della società. Sorge a questo punto l’esigenza di uno stato, di una organizzazione politica che assicuri la pace fra gli uomini. Locke riteneva che gli uomini cedessero al corpo politico solo il diritto di farsi giustizia da soli. Lo Stato non può perciò negare i diritti naturali, vita, libertà, uguaglianza civile e proprietà coincidente con la cosiddetta property, violando il contratto sociale, ma ha il compito di tutelare i diritti naturali inalienabili propri di tutti gli uomini. Detto altrimenti: i cittadini delega lo Stato per quel che riguarda l’amministrazione della gisutizia.

Ora, cosa succede se lo Stato viola le leggi o gli accordi presi? Secondo Rousseau (in Il cotratto sociale) “nell’istante in cui il governo usurpa la sovranità, il patto sociale si rompe, e tutti i semplici cittadini, rientrati di diritto nella loro libertà naturale, sono costretti ma non tenuti a obbedire.”

Massimo Fini esemplifica così la rottura del patto tra le parti:

La Magistratura è come l’arbitro di una partita di calcio. Dell’arbitro si può dire che sbaglia, che è impreparato, che non ci vede, ma se alcuni giocatori sostengono che è corrotto e non accettano i suoi fischi quando sono contro ma d’altro canto pretendono che siano validi quando sono a favore, la partita finisce rapidamente in una zuffa perché, prima o poi, anche tutti gli altri giocatori si comporteranno allo stesso modo. Fuor di metafora: si rompe il patto sociale che ci tiene e si scende la ripidissima china dell’anarchia e della guerra civile. (in Guerra civile? No, ma uno psicolabile ne ha colto il clima, Il Gazzettino, 18 dicembre 2009)

Ecco ora ci troviamo proprio nella situazione in cui l’Italia disconosce ad un altro paese l’autorità per esercitare la giustizia, stringe però un accordo per il rientro temporaneo in Italia dei due soldati e lo viola favorendo la loro evasione. Viene a decadere il patto sociale secondo cui lo Stato deve garantire l’amministrazione della Giustizia poichè il proprio lo Stato che viola gli accordi di rientro in India.

In questo momento chiunque può affermare di essere vittima di un complotto giudiziario, di un errore, di non riconoscere l’autorità che lo giudica ed evadere adducendo le stesse ragioni che lo Stato italiano porta per sostenere il mancato rispetto dell’accordo con l’India. Con la decisione del ministro Terzi si aprono i presupposti per la rottura del contratto sociale. E ciò non va bene.

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Una delle prime azioni della passata Giunta a Cernusco, nel 2008, era stata quella di pubblicare sul sito comunale, su spinta dell’assessore al territorio Giordano Marchetti, i dati sulla salute dell’acqua dei vari pozzi della città.

Ora, fa notare il comitato BeneComuneCernusco che ha incontrato l’assessore nei giorni scorsi, le date degli aggiornamenti sono un po’ vecchiotte.

Da troppo tempo i dati relativi alla qualità dell’acqua di Cernusco riportati sul sito del Comune sono datati e lacunosi, poiché il gestore del servizio (Amiacqua ed in seconda battuta la ASL) cui competono rilievi ed analisi, non li gira con tempestività e completezza all’amministrazione.

L’Amiacque non risponde alle ripetute richieste inviate dall’amministrazione, o meglio, risponde che sono troppi i comuni coinvolti e non riesce ad inviare i dati a tutti, mentre la provincia li invia solo una volta l’anno, quindi i valori riguardano sempre una media delle campionature effettuate l’anno precedente.

Per Cernusco siamo fermi al 2010 ed è un ritardo ormai ingiustificabile, per questo è stata rinnovata all’assessore Marchetti la richiesta di sollecitare all’AMIacque ad inviare dati completi e tempestivi, facendo leva anche sul fatto che l’amministrazione è componente societaria del gestore del servizio idrico e potrebbe esercitare maggiore pressione persuasiva.

Stiamo a vedere se su pungolo del Comitato il comune riuscirà a farsi ascoltare da Amiacque, sua partecipata. Il diritto a sapere cosa si sta bevendo, soprattutto per chi ha deciso di abbandonare l’acqua in plastica, ecologicamente non sostenibile, va tutelato.

Questa la precisazione che si legge sul sito comunale

Si precisa che, secondo le modalità operative adottate dall’ASL, Ente preposto per legge ai controlli, i dati non vengono trasmessi al Comune man mano che vengono effettuati i controlli; l’ASL procede invece, dopo il termine dell’anno solare e una volta acquisiti dal laboratorio tutti i referti analitici, a inviare al Comune il resoconto completo dei dati relativi all’anno precedente.

I dati aggiornati all’anno 2010, elaborati da ASL Milano 2, sono pervenuti in data 10/10/2011.

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Un mese fa, il 5 febbraio 2013, il capogruppo di VIVERE Cernusco Mariangela Mariani aveva avanzato un’interrogazione al Sindaco rispetto alla pubblicazione sul sito del Comune di tutti i pagamenti effettuati dalla pubblica amministrazione superiori a 1.000 euro.

L’articolo 18 del decreto Sviluppo prevede l’obbligo di pubblicazione, dal 1 gennaio, delle spese superiori ai mille euro effettuate dagli Enti Pubblici dal luglio scorso. I cittadini potranno quindi esaminare quelle di Comuni, Provincie e Regioni, ma anche di scuole e ospedali. “Si tratta – come afferma il presidente di Agorà Digitale Nicotra – anche di un’enorme possibilità per amministratori e politici, che potranno dimostrare di aver capito che l’apertura, la collaborazione, la trasparenza sono l’unica risposta all’antipolitica e alla sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, l’unica strada per uscire dalla crisi della democrazia. (qui il testo completo)

La richiesta avanzata era di provvedere entro al 28 febbraio alla predisposizione dello spazio virtuale entro il 28 febbraio, data che era stata assunta come termine massimo anche dall’assessore Silvia Ghezzi.

Il decreto prevedeva che in caso di mancata pubblicazione tutti i pagamenti dovessero essere considerati illegittimi.

Venerdì 15 Febbraio: arriva inaspettata la notizia dell’approvazione da parte del governo dimissionario Monti della legge per il riordino della disciplina della trasparenza dove avrebbero cancellato l’obbligo della pubblicazione delle spese.

Siccome ritengo che la trasparenza e la pubblicizzazione di questi dati debbano prescindere da un obbligo normativo o meno, e visto che Sindaco ed Assessore si erano espressi favorevolmente rispetto al fatto che il Comune di Cernusco potesse adeguarsi alla norma prevista nel Decreto Sviluppo, chiedo che il processo non si fermi e si arrivi al più presto (oggi, 7 marzo non trovo questa area sul sito comunale) alla pubblicazione delle spese.

Ps: forse andrebbe anche aggiornata la pagina del sito che riporta le interrogazioni e le risposte date.