Questo dovrebbero scrivere su ogni Slot Machine che si trova in un bar, in un locale, in una sala giochi. Perché è vero.

Il gioco, se è con i soldi, se è d’azzardo, uccide la socialità perchè per ogni persona che si gioca cinque euro una volta all’anno ve n’è un’altra che ci lascia stipendio, pensione e casa. Troppe sono le persone che ho incontrato per lavoro e non che dietro alle macchinette si sono rovinate una vita, hanno distrutto la propria famiglia e ora, pentite, forse vorrebbero cambiare ma la scimmia del gioco non le molla.

A gennaio ero in un tabaccaio di Cernusco, un negozio dedicato agli articoli da fumo con pipe e sigari in esposizione. Vi ero entrato per pagare il canone RAI, prima di me una decina di persone. Tutte, ma proprio tutte, per giocare al Lotto. Il tabaccaio, che forse avrà aperto quel negozio per condividere la sua passione, sconsolato dietro al bancone che passa schedine da 5, 10, 25 euro alla volta. E a giocare sono pensionati e disoccupati.

Alimentare l’illusione della vincita equivale ad indurre alla propria distruzione. Almeno lo stato investisse parte dei suoi lauti ricavi in servizi per contrastare la ludopatia, ma neanche questo. E allora ben venga l’iniziativa di diversi sindaci, tra cui quello di Cernusco, che chiedono il bando o una stretta regolamentazione delle macchinette, almeno per allontanare la tentazione e proteggere chi è più fragile e da solo non riesce a farlo.

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One Response to Il gioco uccide #NoSlot

  1. Eduardo says:

    Diffondere e sensibilizzare i viziati dal gioco sul concetto di “probabilità” e di “equità” delle scommesse, evidenziando l’anomalia del rapporto tra chi scommette ( che paga e perde ! ) e chi vende le scommesse ( che incassa e vince ! ).

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