Ricordate la notizia dello scorso maggio? Ritrovato il relitto della Santa Maria di Cristoforo Colombo.

La cosa mi è sembrata subito strana perchè la nave, affondata nei pressi di Haiti, era stata completamente smantellata per costruire il Fuerte Navidad, il primo insediamento lasciato dagli spagnoli in terra americana. Cannoni, legna, risorse e tutto quello che era possibile asportare era stato asportato e il resto è rimasto alla portata di chiumque perchè la secca su cui la nave si era arenata non era molto profonda.

Ma la notizia era troppo ghiotta per i giornali italiani per non lanciarla in prima pagina. Una settimana fa è arrivato il responso degli esperti dell’UNESCO, chiamati dal governo haitiano per fare chiarezza:

La barca non è la Santa Maria ma una nave molto più nuova, infatti, la tecnica di costruzione che fa risalire questa nave alla fine del XVII o al XVIII secolo e non al XV o XVI secolo.

Nei giornali difficile trovare la notizia della sconferma. Intanto sarebbe anche stata una buona occasione per ricordare che le caravelle di Colombo erano due e non tre, la Niña e la Pinta, la Santa Maria, infatti, era una caracca.

E c’è chi ha fatto di meglio, confondendo Haiti con le Bahamas

santa

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