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Il presidente del piccolo stato di Kiribati, una trentina di atolli nell’oceano Pacifico sparsi per oltre 3,5 milioni di chilometri quadrati, ha annunciato che il suo governo ha approvato questa settimana un piano per comprare circa 25 km quadrati su Viti Levu, l’isola principale delle Isole Fiji, un altro stato dell’oceano Pacifico che si trova alcune centinaia di chilometri più a sud.
Il motivo di tale acquisto è subito spiegato:
Il livello del mare è cresciuto di circa venti centimetri nell’ultimo secolo, e nel 2100 potrebbe essere aumentato di altri cinquanta o sessanta centimetri rispetto ad oggi (secondo alcune stime, il Pacifico si innalza di circa 2 millimetri l’anno). Questo innalzamento potrebbe mettere a rischio la stessa esistenza di alcuni stati del Pacifico e delle Maldive, il paese con l’altezza media sul livello del mare più bassa del mondo: meno di un metro per più dell’80 percento del territorio nazionale.
Si tratta del primo esodo di massa di un’intero paese (100.000 abitanti) causato dal surriscaldamento globale.
Alcuni delle 32 isole coralline di Kiribati che affiorano di pochi metri dal livello del mare stanno già scomparendo. Il piano prevede una migrazione per stadi: prima un piccolo nucleo di lavoratori specializzati in grado di mescolarsi facilmente con gli 860 mila abitanti delle Fiji e dare un contributo positivo all’economia del paese di adozione. Poi si vedrà.


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