I sensi unici valgono sia per le auto che per le biciclette, anche se spesso questa norma non viene rispettata, con grande rischio per i ciclisti stessi poichè le auto non si aspettano di trovarsi dei veicoli in senso opposto.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è espresso a favore della tesi della Fiab che sosteneva la libera circolazione delle biciclette in strade con sezione ridotta, ovvero, la possibilità di permettere la circolazione a doppio senso per le bicicletta anche in determinate strade a senso unico.

In attesa che il senso unico “eccetto bici” possa giungere a migliore maturazione normativa si è sviluppata una soluzione compatibile per facilitare la circolazione delle biciclette in ambito urbano. Sostanzialmente consiste nel regolamentare una strada a doppio senso di marcia e vietare un senso ad una o più categorie di veicoli.

Questo sistema è facilmente applicabile a strade attualmente a senso unico, ristabilendo il regime di doppio senso con le necessarie specifiche sotto elencate. Molte strade esistenti hanno caratteristiche geometriche che non consentono la realizzazione di percorsi ciclabili separati dal traffico. Eppure esse hanno una valenza strategica per il completamento a basso costo della rete degli itinerari ciclabili in ambito urbano e garantire quindi la circolazione delle biciclette in tutte le direzioni.

Le condizioni che necessarie per applicare il doppio senso “limitato” sono una larghezza di almeno 4.25 m, il divieto di transito al traffico pesante e il limite di velocità a 30 km/h o ZTL. Servirà applicare soltanto la segnaletica verticale.

A Cernusco ci sono delle vie che potrebbero essere adibite, dopo verifica dei requisiti, a doppio senso “limitato”, sto pensando a:

  • via Torriani: strada di fronte alla scuola elementare di via Manzoni che può essere percorsa solo in direzione centro storico. Con la nuova segnaletica potrebbe essere percorsa legalmente dalle biciclette di bambini e genitori anche per andare verso via Visconti;
  • via Briantea: attualmente percorribile sono dal centro verso via Fiume, e nella stessa zona via don Bosco e via don Minzoni (il tratto verso via Trieste);
  • il collegamento tra via Battisti e via Vespucci;
  • via Filzi e via Toti, che insistono sull’area dell’Oratorio Paolo VI;
  • via Fatebenefratelli, su cui insistono sia la scuola di Piazza Unità d’Italia e la biblioteca civica.
  • via sono, infine, via Caio Asinio e via Tizzoni, che seppur in ZTL hanno dei sensi unici che le biciclette, ad oggi, dovrebbero rispettare.

A queste si possono aggiungere altre vie per completare la rete, già molto estesa, di percorsi ciclabili protetti. Certamente questa soluzione non è la panacea di tutti i mali. Tuttavia si tratta di un ulteriore passo avanti verso la faticosa accettazione della nuova cultura della mobilità sostenibile che, prima ancora delle grandi opere, talvolta necessarie, passa attraverso le azioni più semplici e meno costose, ma non per questo meno rivoluzionarie.

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